"I will do everything with deep attention. My work at home, in the office, in the world,—all duties, small and great,—will be performed well with my deepest attention."

"L'Aikido non serve per correggere gli altri è per correggere la propria mente. Questo è l'Aikido".

Queste due splendide affermazioni incarnano lo spirito con cui l'associazione intende promuovere il "risveglio" e la diffusione dell'Aikido. La prima frase è tratta dalle
Yogoda Daily Affirmations di Swami Paramahansa Yogananda e la seconda è del Maestro Morihei Uyeshiba fondatore dell'Aikido.



mercoledì 7 marzo 2012

ITSUO TSUDA SPIEGA L'AIKIDO DEL M° UYESHIBA.

" Mi ci sono voluti parecchi anni prima di capire e sentire che l'Aikido del Maestro Uyeshiba era molto diverso da quello dei suoi discepoli. Bisogna anche dire che ciascuno dei suoi allievi lo praticava a modo suo, secondo la propria motivazione, secondo la propria apertura mentale.  In ogni caso, tra il Maestro Uyeshiba e gli allievi esisteva una distanza tale che era difficile colmare. Quale era, sulla base di quanto ho potuto osservare, la differenza essenziale tra il Maestro e i suoi allievi ? Gli allievi, ad eccezione forse di qualcuno, erano affascinati dal potere straordinario del Maestro, e lo hanno seguito con lo scopo di acquisire questo potere, per diventare sempre più forti. Sono arrivati, in generale, all’Aikido di consolidamento la cui formula consiste nel consolidare se stessi, attraverso l’incessante ricerca del rafforzamento dei punti deboli. Si consolidano i polsi, i muscoli, e si farà scendere il centro di gravità. Si cercherà di intensificare il proprio ki, di aumentare l’efficacia.
L’Aikido del M° Uyeshiba mi sembrava tutt’altra cosa: era l’Aikido di conciliazione, di comunione con l’Universo. Sentivo nella sua personalità, nel suo comportamento e nella sua tecnica, una condizione di completa spoliazione. Era inafferrabile come un fenomeno naturale. Era inattaccabile come l’aria e, chiunque lo attaccasse, veniva portato via nel suo vortice. Si distaccava dagli esseri umani. Lo diceva lui stesso. Una dichiarazione del genere poteva essere compatibile con la Via dell’Amore ? Ho capito che l’Amore di cui parlava, non era a livello di affetto personale perché, a contatto con lui, sono stato assorbito in una dimensione incommensurabile su scala umana. Evidentemente, una tale concezione dell’Aikido non è alla portata dei comuni mortali. E’ infinitamente più facile spiegare il consolidamento. In ogni caso, è più logico indicare, fornire l’obbiettivo da raggiungere, con la promessa di un aumento di efficacia, in termini accessibili a tutti.
Anche se si comprende e si accetta l’Aikido come la via della comunione con l’Universo, ciò avverrà sul piano puramente spirituale. Non appena è alle prese con difficoltà reali, lo spirito lascia il posto a una meschina aggressività.
A forza di guardar praticare le persone, ho finito per sentire in filigrana cosa avesse spinto ciascuno ad esercitarvisi. Vi sono tanti Aikido quanti sono i praticanti, allo stesso modo in cui esistono tante grafie quanti sono gli scrittori. Quello che è terribile è che la motivazione iniziale, intima e subconscia, permane sempre immutata, malgrado la pratica. Sono rari coloro che ammettono la ristrettezza delle loro vedute e che provocano un radicale cambiamento nel proprio atteggiamento.
Tuttavia, questo è stato il caso con il Maestro Uyeshiba. Egli diceva di essere al suo primo anno di Aikido. Sentivo che la sua evoluzione non giungeva mai ad una fine”.

Itsuo Tsuda - La scienza del particolare ( Luni Editrice 1999)